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Perugia, XX Giugno 1859

Per questo anniversario la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria ha pensato di riproporre l’inventario delle carte della collezione di documenti risorgimentali di Giuseppe Bellucci, curato da Mario Squadroni e Stefania Maroni nel 2014.
Prima dell’inventario si è ritenuto opportuno inserire le Le testimonianze della collezione, testimonianze dirette sui fatti del 20 giugno di due protagonisti. La prima del professor Ferdinando Benucci, arruolatosi volontario per la liberazione, e la seconda di Giuseppe Scarabelli “musicante, suonatore di corno” al seguito dell’esercito svizzero.

Il pacifico movimento di ribellione dei perugini contro lo Stato pontificio per tentare di passare, nell’ambito della 2a guerra d’indipendenza, da un regime teocratico e assolutista a uno laico e liberale, iniziò il 14 giugno 1859 e portò alla formazione di un Governo provvisorio formato da patrioti risorgimentali e il conseguente ritorno a Roma del Legato pontificio.

Il Governo pontificio, e in particolare il segretario di Stato, cardinale Antonelli, decise di riconquistare Perugia scoraggiando così analoghi tentativi. Ordinò, pertanto, al colonnello svizzero Schmidt di ricondurre all’obbedienza la città ribelle che aveva osato insorgere. Questi con una colonna di 2000 mercenari attaccò Perugia il 20 giugno 1859.

L’assalto dei mercenari svizzeri per punire l’insurrezione fu violento e crudele ed ebbe delle conseguenze catastrofiche. I pochi cittadini validi rimasti a Perugia e non partiti per i campi della Lombardia, al seguito di Vittorio Emanuele II per la libertà e l’indipendenza della Nazione, si difesero tenacemente al Frontone e a Porta S. Pietro, ma i mercenari ebbero il sopravvento ed entrarono in città. Iniziarono così eccidi, saccheggi ed episodi di violenza di estrema crudeltà che lasciarono una traccia profonda ed indelebile nella storia di Perugia.

Il 20 giugno segnò il Risorgimento perugino ed ebbe una grande risonanza nella opinione pubblica internazionale fino ad alimentare un vero e proprio “mito delle stragi”.

Sull’argomento esiste una vasta bibliografia ciò nonostante, come è giusto che sia, si è sempre alla ricerca di documenti, memorie e cronache inedite in archivi umbri e romani. L’intento è quello di allargare il quadro storico, cercare, quanto più possibile informazioni di contesto e di dettaglio; questo per avere le giuste prospettive e le giuste proporzioni su quanto realmente accaduto.

Su questo tragico episodio del 20 giugno e sulle polemiche aspre e contradditorie che ne seguirono gli storici non sono stati sempre d’accordo, sintetizzando si può dire che hanno rappresentato la contrapposizione simbolica tra l’Italia risorgimentale laica, anticlericale, e l’Italia cattolica.

Inoltre per Perugia la data del 20 giugno accomuna due ricorrenze: l’insurrezione del 1859 e la Liberazione di Perugia dal nazifascismo.

 

“COLLEZIONE GIUSEPPE BELLUCCI” - DOCUMENTI E OPERE A STAMPA SUL RISORGIMENTO A PERUGIA (PDF )
Inventario analitico  a cura di Mario Squadroni e Stefania Maroni Perugia, novembre 2014
 
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