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L’antifascismo e la Resistenza negli archivi umbri

Sabato 25 aprile ricorre l’anniversario della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista. Anche noi della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche vogliamo partecipare a questa Festa nazionale della Repubblica italiana, ricordando quanti archivi conservano la memoria della Resistenza e della lotta partigiana.

E’ nostro compito istituzionale, infatti, tutelare anche questi documenti, vigilando sulla loro buona tenuta, oltre che partecipando alla loro valorizzazione. I fondi che li raccolgono sono descritti nel Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, meglio noto con l’acronimo SIUSA, nel quale si da conto delle caratteristiche della documentazione, dei conservatori e dei produttori degli archivi e degli strumenti di ricerca di cui si dispone per poterli conoscere e studiare. Fondi che non esauriscono quanto i protagonisti di quegli anni possono avere prodotto e tramandato, ma che costituiscono ciò che, allo stato attuale, abbiamo censito e, spesso, dichiarato di interesse storico particolarmente importante.

In Umbria, è soprattutto l’Istituto di storia politica e sociale Venanzio Gabriotti di Città di Castello, promosso nel 1997 dall'amministrazione comunale, in collaborazione con l'Istituto di storia per l'Umbria contemporanea - ISUC, la nostra stessa Soprintendenza e l'associazionismo culturale locale, che assolve, più di ogni altra istituzione regionale, alla funzione di custode della memoria dell’antifascismo e della Liberazione: tanti sono i nuclei documentari, talvolta piccoli ma preziosi, raccolti presso l’Istituto, nei quali si ritrovano le tracce delle vicende storiche di quegli anni. Carte di uomini e donne che hanno partecipato attivamente alla lotta partigiana o che hanno preservato e poi donato i documenti di familiari scomparsi, per mantenerne vivo il ricordo. In questi nuclei si conservano, solo per citarne alcuni: certificati di patriota e foto ricordo dei caduti della Prima brigata proletaria d'urto San Faustino (Adolfo Bartolini); videocassette di interviste ad ex partigiani di questa stessa Brigata (Furio Ferruccio Benigni); la trascrizione del racconto degli avvenimenti accaduti il 9 maggio 1944, giorno della fucilazione di Venanzio Gabriotti, e il 22 luglio 1944, quando trovarono la morte la sorella e il padre di Assunta ed Antonio Bocciolesi, e memorie di guerra dello stesso Antonio (nell’archivio di famiglia); ancora foto ricordo dei caduti della San Faustino (Luigino Bucci); un quaderno autografo sugli avvenimenti del 1943-1944 (don Marino Ceccarelli); la trascrizione dattiloscritta del diario di prigionia nei campi di concentramento (Mario Gambuli); una raccolta di memorie di guerra (Mario Lepri); documentazione sull'attività partigiana di Stelio Pierangeli (nell’archivio di famiglia); documentazione sul partigiano Mario Grecchi (Malwida Marchetti Montemaggi); una videocassetta con la testimonianza di Gina Minciotti dell'incontro che ebbe la mattina del 9 maggio 1944 con il plotone che accompagnava Venanzio Gabriotti alla sua esecuzione (nel suo archivio personale); una foto della Brigata Leoni con dedica alla memoria del partigiano Mario Grecchi del 17 marzo 1944 e un dattiloscritto e un opuscolo sullo stesso Grecchi (Lorenzo Nicasi); una raccolta, curata da Pasquale Pannacci, contenente, tra l’altro, un quaderno dattiloscritto dal titolo "Pietralunga. I giorni della Resistenza" del settembre 1943-luglio 1944; un opuscolo di Giuseppe Segreto sulla vicenda di "Fabio Pedoni nato il 12 novembre 1928 morto il 13 luglio 1944. Vittima del Dovere" ed un altro, commemorativo, sui "Patrioti della prima Brigata d'urto San Faustino caduti per la libertà e l'indipendenza d'Italia" ed anche la scheggia di granata che uccise Pedoni (nell’archivio familiare); un diario di Venanzio Gabriotti del 1943 (Marcello Pellegrini); diari e discorsi di Giulio Pierangeli (nel suo archivio personale); infine, documentazione raccolta da Alvaro Tacchini per i suoi studi sull’antifascismo e la Resistenza nell’Alta Valle del Tevere e in particolare a Città di Castello.

Significativi, inoltre, sono gli archivi dell’ANPI, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, della quale abbiamo censito in Umbria quello della Federazione provinciale di Perugia e della Federazione provinciale di Terni, entrambi presso l’ISUC, della Sezione di Città di Castello, anch’esso presso il Gabriotti, e di Foligno, conservato dalla Fondazione Pietro Conti Umbria. Ad essi si sommano gli archivi dell’ANPPIA, l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, presenti come Federazione provinciale di Perugia e Terni (presso l’ISUC) e Sezione di Foligno (presso il Comune di Foligno).

Altrettanto significativi per la memoria storica dell’antifascismo e della Liberazione sono gli archivi dei Comitati di liberazione nazionale, costituitisi presso i comuni a partire dal settembre del 1943. Nel nostro censimento regionale si ritrovano, insieme alle carte degli archivi storici comunali, i documenti prodotti dai CLN locali di Cerreto di Spoleto, Nocera Umbra e Umbertide; nell’archivio della Federazione provinciale di Terni del Partito comunista italiano (presso l’Archivio di Stato di Terni) emergono, invece, documenti prodotti dal CLN ternano e dai partigiani della Brigata Gramsci e provenienti dalla Questura di Terni.

Per concludere, infine, si segnala l’archivio dell’ISUC, nel quale si conserva documentazione relativa al fascismo e all’antifascismo, alla seconda guerra mondiale e al dopoguerra, alla Repubblica sociale italiana ed alla Resistenza in Umbria: lettere, manifesti, album, giornali, libretti e tessere personali, certificati di detenzione, testi di interviste, elenchi, schede biografiche, memorie, atti relativi a convegni, commemorazioni e celebrazioni, atti di processi, materiale a stampa.

Un ricco patrimonio documentario per tenere viva la memoria di avvenimenti lontani ma ancora fortemente significativi per la nostra identità nazionale.

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